Dalle matrone romane alle fashion blogger: tutta un’altra moda!

Parte con il 2018/2019 il progetto di una redazione online del Liceo “Rechichi”.

L’obiettivo è quello di “far mettere le mani in pasta” ai giovani studenti per sperimentare forme di comunicazione digitale.

Troveranno spazio in questo portale testi e riflessioni nati dalle analisi su fatti di attualità, dalle ricerche e gli approfondimenti in classe, dalle attività extracurriculari degli allievi dei diversi indirizzi del Liceo.

Gli articoli, ispirati ai principi della scrittura giornalistica, manteranno la creatività e il carattere genuino degli autori.

La moda è uno degli aspetti fondamentali per studiare il comportamento sociale umano.

Il termine deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, ritmo, tono, moderazione.

Le origini di questo fenomeno risalgono all’epoca delle antiche civiltà dell’Egitto e della Mesopotamia, dove, vestirsi alla moda, era un privilegio delle sole classi agiate per via del costo dei tessuti e dei coloranti usati, che venivano estratti dal mondo minerale, animale e vegetale.

Se ci chiediamo da chi abbiano imparato a vestirsi le donne romane verrebbe spontaneo pensare ai greci e in parte è vero, perché, come le greche, anche nell’Urbe si filavano e tessevano le stoffe in casa.

Le matrone romane, tuttavia, si differenziarono però ben presto dai loro abiti castigati perché subirono l’affascinante influenza etrusca che insegnò loro ad essere elegantissime.

La donna romana non aveva la libertà dell’uomo, tant’è che poteva uscire di casa solo accompagnata e ricoperta da un mantello portato anche sul capo o da un copricapo, chiamato rica.

In assenza di un copricapo, la donna, in età repubblicana, poteva essere addirittura ripudiata. Solo in età imperiale, abbandonata la rigidità dei padri fondatori della Repubblica, la donna ebbe la libertà di scegliere se poterlo indossare o meno.

Era il periodo delle conquiste e la moda ne trasse beneficio anche per una maggiore varietà di stoffe e tessutiimportati dai paesi conquistati.

Le prime statue che raffigurano la donna ne esaltano la virtù della “pudicizia”. La matrona indossava varie vesti sovrapposte: la tunica intima, la tunica, la stola, ossia una veste senza maniche fermata sulle spalle da fibule.

Con il passare del tempo, le donne romane, poterono scegliere non solo stoffe a tinta unita ma anche a strisce, decorazioni o addirittura creare sfumature, si davano un tocco di sensualità annodandosi ilbabilonicunper rimarcare le forme del corpo e s’ingioiellavano molto lasciando scoperte solo le dita delle mani e dei piedi.

Nel periodo dell’impero le acconciature femminili diventarono estremamente elaborate: le mode erano lanciate dalle mogli degli imperatori che si facevano raffigurare con l’acconciatura preferita che, ripetuta in copia nei busti marmorei, veniva imitata dalle altre. La matrona aveva una schiava appositamente incaricata, l’ornatrix, che ogni mattina eseguiva ricci, corone e trecce.

Frequentissime erano le parrucche: le più ricercate erano quelle bionde, fatte con capelli di adolescenti germanici, mentre per quelle nere si utilizzavano i capelli delle donne orientali.

Insomma, girando per Roma, a quei tempi, avremmo visto delle donne che amavano vestirsi, utilizzando tutti i trucchi per slanciare e aggraziare la propria figura!

Seguire la moda per noi giovani oggi è però molto più che indossare bei vestiti!

Dai romani ai giorni nostri infatti, la moda comincia ad avere scopi sempre più profondi, tanto da diventare un fenomeno sociale complesso.

Essa influenza non poco la nostra vita adolescenziale perché nel seguirla sentiamo il bisogno di essere più sicuri e pensiamo di appartenere a qualcosa che non ci mette a disagio.

È difficile avere un proprio stile, anche perché i cambiamenti sono repentini, seguiamo la novità del momento pur di farci accettare dalla società!

Un ruolo importante che nuoce all’unicità dello stile è la velocità con cui girano le informazioni della moda sui social: non posso fare a meno di pensare che molti personaggi hanno moltissimi “follower”, per esempio Chiara Ferragni, definita come una delle figure più influenti dell’intero panorama della moda.

Oggi, Chiara Ferragni ha un seguito impressionante come influencer: più di 7 milioni di seguaci su Instagram, 1 milione di like su Facebook, 300 mila followers su Twitter

Non è solo un blogger di successo, ma è anche una macchina imprenditoriale sorprendente: è stata inserita dal Financial Times tra i protagonisti femminili del lusso digitale.

Confrontando la moda passata con quella di oggi, non possiamo non constatare come il corpo della donna si sia sempre più in vista. Il nostro stile di vita è influenzato più dal tempo impiegato a raggiungere una perfezione corporea (tramite il fitness, le piscine ed i centri di massaggi, così come le diete e gli interventi di chirurgia plastica) che nell’abbigliarsi e prendersi cura dei propri capi d’abbigliamento.

E forse, nel cercare l’indipendenza, stiamo esagerando un po’!

Francesca Biselli Classe 2DL

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