Barriere architettoniche, un ostacolo all’integrazione degli studenti diversamente abili.

Le barriere architettoniche rappresentano ancora oggi un grande ostacolo per gli studenti disabili e con capacità motorie ridotte.
La legge 118 del 1971 (sulle norme in favore dei mutilati ed invalidi civili) e altre leggi sull’edilizia scolastica, tutelano l’importanza dell’integrazione all’interno dell’ambiente scolastico e pongono l’obbligo di rendere accessibili gli edifici interni ed esterni degli istituti scolastici in modo da garantire così la frequenza a tutti.

Ma in realtà, nonostante le normative nazionali vigenti relative all’abolizione delle barriere architettoniche, la situazione è completamente diversa, in quanto gran parte delle scuole non è a norma e non rispetta gli standard imposti e, quindi, non consente il regolare svolgimento delle attività didattiche e ricreative.
Stando a quanto riportato dalle statistiche ISTAT (dati risalenti al 2016/2017), meno del 30 % delle scuole nel Sud Italia, soprattutto in Calabria, non sono a norma.

Gli istituti sono inagibili e privi di accessi con rampe, ascensori, palestre attrezzate, piattaforme elevatrici ed entrate secondarie.

Anche le attività apparentemente più semplici e banali, come fare educazione fisica o partecipare alle assemblee di istituto, risultano complicate. Per tale ragione chi si trova sulla sedia a rotelle o chi ha difficoltà più gravi è costretto a rimanere in classe e non è in grado di muoversi autonomamente.

Non potendo svolgere le attività che gli altri studenti compiono, non riescono a sentirsi parte integrante della classe.

Inoltre, nel caso in cui si verificasse un terremoto si rivelerebbe estremamente difficile uscire dal complesso per potersi recare in un luogo più sicuro.
Anche se negli ultimi 10 anni il numero degli alunni affetti da disabilità è aumentato drasticamente, non si è verificato nessun miglioramento per quanto riguarda i servizi di accessibilità.
Rimane solo una domanda da porci: assisteremo mai ad un cambiamento?

Spero che in futuro lo Stato e la Regione possano prendere atto di questa drammatica situazione e comprendere gli ostacoli che i ragazzi diversamente abili devono affrontare ogni giorno nella loro vita quotidiana.

 

FrancescoPio Girolamo Fazzari  2AL

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