A lezione di legalità con il magistrato Marisa Manzini, per la prima della rassegna “La mafia uccide, il silenzio pure”

Un momento del dibattito

Un incontro denso di spunti di riflessione sulla criminalità organizzata, sulla legalità e la giustizia, lo scorso 15 novembre, a Polistena, quando Marisa Manzini, magistrato della Procura di Cosenza, ha incontrato gli studenti del Liceo “Rechichi”.

Occasione del dibattito il primo appuntamento della rassegna “La mafia uccide, il silenzio pure”, organizzata, al cinema Garibaldi, in collaborazione con l’associazione culturale “Marafioti”.

Primo a prendere la parola, il Presidente Piero Cullari che ha ringraziato la scuola per la collaborazione e ha spiegato ai presenti l’importanza dell’iniziativa.

Marisa Manzini è, invece, l’autrice del libro “Fai silenzio ca parrasti assai”, presentato assieme al Direttore Scientifico della rassegna, il giornalista di Gazzetta del Sud, Arcangelo Badolati.

Il titolo del libro nasce proprio da una frase pronunciata da un boss al magistrato, durante un processo, per intimarle di smettere di parlare.

Gli ospiti, ripercorrendo i fatti di ‘ndrangheta degli ultimi anni, hanno descritto la triste realtà mafiosa della Calabria.

La Manzini, che per la sua professione ha avuto la possibilità di seguire molti casi di famiglie malavitose, ha spiegato agli studenti le cause che l’hanno spinta a scrivere il libro.

Una in particolare, quella della moglie del boss del vibonese che, per non mettere a rischio la vita del proprio figlio, aveva deciso di collaborare con la giustizia. Ma, forse per paura, chiese del tempo prima di iniziare a parlare. Ma, dopo un mese esatto, fu trovata in grave pericolo di vita per aver ingerito dell’acido muriatico. Portata al pronto soccorso, per lei non ci fu niente da fare.

Ancora oggi non si sa se si tratti di un suicidio o omicidio. Dopo questa introduzione, ha avuto inizio il vero e proprio dibatto che ha permesso agli studenti di porre delle domande, dubbi e riflessioni sul libro letto in classe.

«È necessario che la scuola approvi questi eventi in modo da far crescere i ragazzi con mentalità diversa e non farli restare in silenzio davanti agli orrori che la mafia porta – ha commentato la Manzini – perché non solo si fa del male a se stessi, ma anche al territorio in cui viviamo, che è colmo di pregiudizi. La scuola -ha continuato- ha un ruolo fondamentale nella crescita dei giovani e può determinare il loro futuro. Deve quindi educarli a combattere la mafia e a non rimanere in silenzio di fronte alle sue azioni. La parola – ha concluso – è, infatti, lo strumento di cui dobbiamo servirci per sconfiggere i soprusi e le ingiustizie di cui siamo a conoscenza».

Il giornalista Arcangelo Badolati, a colloquio con la Manzini, ha spiegato che il volume nasce dalla ricostruzione dei fatti di mafia e della storia delle cosche della piana di Gioia e del vibonese, anche attraverso i processi celebrati nelle aule di giustizia. «Un membro della famiglia – ha detto Badolati – è riuscito anche a farsi eleggere nel Consiglio del comune di Limbadi, poi sciolto, per la prima volta, dal Presidente della Repubblica, Sandro Pertini».

Badolati nel soffermarsi sulla tragica morte della moglie del boss ha ricordato che proprio il prossimo 25 novembre sarà celebrata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne.

La storia di questa madre è stata presa a modello dalla Manzini per spiegare come l’amore per un figlio e il desiderio che non percorra la strada criminale, possa condurre a rivolgersi alla giustizia.

Il messaggio della giornata di riflessione ha raggiunto i ragazzi, partecipi e protagonisti del dibattito conclusivo, e li ha resi consapevoli della necessità di non restare mai in silenzio anche perchè l’Italia è un Paese libero, fondato  sulla libertà di espressione.

In conclusione è intervenuta il dirigente scolastico del liceo, Professoressa Francesca Maria Morabito, la quale, nel ringraziare gli ospiti, ha ricordato il prossimo appuntamento con la rassegna, previsto per il 30 novembre.

Mariarosa Bovalina 3AM – Giorgia Ferraro 3CL Angela Sibio 3CL – Domenico Sofia 3AM

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